UN CONTRATTO DI SUBFORNITURA EFFICACE.

Se operi nel settore tessile o dell’abbigliamento, è probabile che tu abbia già fatto ricorso alla subfornitura per svolgere parte delle tue lavorazioni.

Sarebbe, però, riduttivo relegare il ricorso al contratto di subfornitura al solo settore tessile.

La subfornitura è quel tipo di contratto al quale, solitamente, un’impresa ricorre quando la stessa possiede le competenze ed il know-how idonei a coprire tutto il ciclo produttivo, ma -per svariate ragioni- non riesce a portarlo a termine con le sue sole forze e, pertanto, provvede ad esternalizzire alcune fasi della produzione.

In questo post, ti spiegherò quali sono le caratteristiche principali di un contratto di subfornitura e come scriverlo in maniera efficace per minimizzare i rischi di controversie.

CHE COS’È LA SUBFORNITURA.

La denominazione può trarre in inganno ma no,  la subfornitura non è un subcontratto, è un contratto a sé.

Con questo contratto, un’impresa (che chiameremo committente) incarica un’altra impresa (il subfornitore) di effettuare delle lavorazioni su prodotti semilavorati o su materie prime forniti dal committente, oppure di fornire prodotti o servizi che verrano incorporati o utilizzati nell’attività del committente.

La caratteristica principale della subfornitura sta proprio nel tipo di istruzioni che il committente impartisce al subfornitore per realizzare le lavorazioni. 

Infatti, il committente deve fornire al subfornitore tutte le specifiche tecniche e tutto il know-how necessari per realizzare le lavorazioni: progetti esecutivi, conoscenze tecniche e tecnologiche, modelli e prototipi. Questo requisito è quello che possiamo definire la c.d. dipendenza tecnologica o tecnica del subfornitore dal committente.

Se manca la dipendenza tecnologica non ci troviamo dinanzi ad una subfornitura: potrebbe trattarsi di un appalto, una vendita o una somministrazione, in base all’oggetto specifico del contratto.

Questa circostanza implica diverse conseguenze, che saranno, però, di più agevole comprensione dopo aver analizzato come viene regolata la subfornitura dalla legge italiana.

CARATTERISTICHE DELLA SUBFORNITURA

Va sottolineato, in primis, che la subfornitura è una figura contrattuale che disciplina una particolare forma di cooperazione tra imprese, nelle quali una delle due è in una posizione di “debolezza” rispetto all’altra.

 L’impresa del subfornitore, spesso, non ha una forza produttiva tale da poter immettere autonomamente sul mercato un prodotto finito e non dispone di un know-how proprio: in questo senso, si dice che  l’impresa subfornitrice “dipende” dai vari committenti che impartiscono direttive e trasferiscono conoscenze pratiche al subfornitore.

Per tali ragioni, il legislatore ha deciso di disciplinare alcuni aspetti del rapporto tenendo conto della potenziale posizione di debolezza del subfornitore.

FORMA DEL CONTRATTO

Il contratto va concluso in forma scritta, ma non necessita di particolari formalità, può essere concluso anche per fax o altra via telematica. Più avanti ti spiego perché certe formalità (come redigere un contratto sottoscritto da entrambe le parti che contenga certe clausole) aiutino a rendere più chiari gli obblighi ed i diritti delle parti e a limitare i contenziosi.

Se il contratto non viene concluso in forma scritta sarà nullo, ma il committente avrà comunque l’obbligo di pagare al subfornitore le lavorazioni già effettuate.

PREZZO DELLE LAVORAZIONI E PAGAMENTO. INTERESSI DI MORA E PENALI.

Il prezzo delle lavorazioni da eseguire deve essere stabilito in modo chiaro e preciso.

Il committente non può, per legge, pagare le lavorazioni eseguite oltre 60 giorni dalla consegna, ma nel contratto può essere pattuito un termine minore.

Se non rispetta le tempistiche previste nel contratto o, in mancanza di espressa previsione, il committente dovrò pagare al subfornitore anche gli interessi di mora, che decorrono automaticamente. La misura dell’interesse è alta (saggio d’interesse del principale strumento di rifinanziamento della BCE applicato alla sua più recente operazione di rifinanziamento principale effettuata il primo giorno di calendario del semestre in questione, maggiorato di otto punti percentuale).

Nel contratto possono essere pattuiti interessi moratori più alti ed è, comunque, fatta salva la prova del maggior danno.

In aggiunta, se il ritardo nel pagamento si protrae oltre i trenta giorni, il committente dovrà corrispondere una penale pari al 5 per cento dell’importo per cui sussiste il ritardo nel pagamento.

SUBFORNITURA DEL SUBFORNITORE.

Lo so, pare un gioco di parole (poco o per nulla simpatico, peraltro).

Sta solo a significare che la legge dispone che il committente non può vietare al subfornitore di affidare, a sua volta, in subfornitura le lavorazioni oggetto del contratto fino al limite del 50%. Nel contratto può essere stabilito un limite maggiore. 

RESPONSABILITÀ DEL SUBFORNITORE

Il subfornitore deve effettuare le lavorazioni a regola d’arte ed è responsabile del funzionamento e della qualità delle stesse.

LE CONTROVERSIE PIÙ FREQUENTI NEI RAPPORTI DI SUBFORNITURA.

Le problematiche più comuni si verificano riguardo a:

  • mancato rispetto delle tempistiche e quantificazione del danno subito a causa del ritardo;
  • modifica delle specifiche tecniche comportanti maggiori costi per il subfornitore;
  • utilizzo non autorizzato del diritti di proprietà intellettuale, dei materiale ed informazioni forniti  dal committente dopo la scadenza del contratto.

PREVENIRE È SEMPRE MEGLIO CHE CURARE.

Se il rapporto tra committente e subfornitore viene regolato sin dal principio con un contratto su misura modellato sulle esigenze della parti, sarà molto più semplice prevenire eventuali liti.

Ad esempio, è possibile pattuire la corresponsione di una somma predeterminata a titolo di risarcimento del danno per il mancato rispetto dei termini di consegna. In questo modo, entrambe le parti sapranno in anticipo quale sarà la loro sorte in relazione a certi accadimenti.

Si può, ancora, prevedere che un ritardo nella consegna che si protragga oltre un certo termine determini la risoluzione (leggi scioglimento) del contratto perché, ad esempio, il committente non avrebbe più interesse ad ottenere la consegna delle lavorazioni oltre un certo termine.

Di primaria importanza ma, spesso, sottovalutata è la questione relativa all’uso delle informazioni, dei prototipi, disegni e, in generale, dei diritti di proprietà intellettuale di cui è titolare il committente, il cui utilizzo è necessario da parte del subfornitore per effettuare le lavorazioni.

Non è peregrino immaginare che il subfornitore, dopo la conclusione del contratto, continui ad utilizzare i prototipi ed i disegni messi a disposizione dal committente. Come ti ho spiegato in apertura, la subfornitura può essere stipulata anche con uno scambio di mail ed è probabilissimo che, in un contesto del genere, nulla venga previsto in merito ai disegni e prototipi dopo lo scioglimento del rapporto.  Come ci si comporta a questo punto? La questione si complica parecchio. Tali problematiche, però, possono essere prevenute inserendo nel contratto una clausola che disciplini tali vicende anche dopo la conclusione del rapporto e che preveda in capo al subfornitore il divieto di utilizzo di tutto ciò che è stato fornito dal committente.

A questo punto, ti sarà già chiaro perché dotarsi di un contratto ad hoc da modulare a seconda del rapporto di volta in volta considerato permette di scegliere come regolare certe questioni.

Il vantaggio che ne deriva va apprezzato non solo in termini meramente economici. Regolando in maniera precisa e specifica soprattutto la fase patologica del rapporto, oltre a risparmiare risorse per l’avvio di contenziosi, si efficienteranno i rapporti e le pratiche tra le parti, conseguendo anche un risparmio notevole di tempo e burocrazia.